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Una finestra sulla Cina 中国

Quando si pronuncia la parola Cina 中国 i pensieri viaggiano verso tradizioni millenarie, lanterne rosse e nel peggiore dei casi alle locali China Town. Ovunque il pensiero vada è difficile che arrivi verso la Cina vera, quella distante più di novemila chilometri da noi, facendo rendere conto che i nostri stereotipi sono lontani dalla realtà più che non la distanza fisica che ci separa.

Quattro mesi non sono sufficienti per comprendere a fondo una nazione così vasta ed eterogenea con alla sue spalle una storia millenaria ma sono solo una finestra aperta su di un mondo tutto da scoprire.

La mia finestra sulla Cina si è aperta quando a bordo di un vecchio taxi mi sono lasciato alle spalle l’aeroporto di Shanghai上海mentre il buio stava calando accompagnato dalla pioggia, dal caldo umido e dall’odore della sigaretta che il taxista stava lentamente fumando.

Cina significa scoprire il diverso nel più profondo del suo significato. Odori, luci, persone, emozioni. Emozioni che risultano amplificate dalla potenza di un mondo inaspettato. Un mondo dove dal cibo, alle abitudini quotidiane, alla cultura, fino al divertimento è tutto così lontano da quello che conosciamo. Questa differenza è palpabile tanto quanto l’incomunicabilità che colpisce inesorabilmente chi non abbia almeno un minimo di conoscenza della lingua. L’ovvio non è più ovvio. Per comunicare nemmeno i gesti funzionano dal momento in cui anche il semplice contare sulle dita da uno a dieci si fa in altro modo.

L’essere diversi. In Europa ogni popolo parla di proprie culture, ed è vero, ognuno ha la sua! Entro certi limiti però. Il nostro formante storico, sociologico e filosofico è lo stesso e così, sempre nell’ambito del possibile, ci si comprende. In Cina questo non avviene, non per noi almeno. In Cina è normale scrivere in caratteri cinesi quando non ci si comprenda con il parlato, lasciando così perplesso lo straniero che immediatamente pensa “ma come? Io non parlo il cinese e questo pensa che possa comprenderne i caratteri?”. Per un cinese è naturale, perché il parlato varia da regione a regione ma i caratteri sono gli stessi e così, quando il parlato fallisce prendono carta e penna nella speranza di aiutare uno straniero che tanto non comprenderà comunque.

I nostri modi di divertirci non sono i loro; dal ristorante alla discoteca tutto cambia. Tra le mille luci notturne di Shanghai scorre la vita di una città che non sosta mai, una città che ha una popolazione di un terzo dell’intera Italia (Fonte China Daily). Sulla sua colorata sopraelevata corrono migliaia di auto, se non milioni, ogni giorno. I cinesi sono ovunque ma si tratta di un ovunque diverso da quanto possiamo pensare e visualizzare noi, sono davvero ovunque! Le auto scorrono tra le disparità di una città dove il ricco e il povero convivono a poca distanza.

Uscire da questa città significa vedere altri mondi, fatti di parchi industriali sterminati, di riserve storiche dove ci si immerge in paesi rimasti intatti da centinaia di anni e dove alla sera le lanterne rosse illuminano la placida acqua dei suoi canali. Di natura incontaminata come sulle Montagne Gialle 黃山, montagne che hanno ispirato migliaia di pittori e di poeti e di recente il regista del film Avatar.

La Cina porta con se contraddizioni vive, visibili, pulsanti. Da un lato tradizioni che resistono nel DNA dei cinesi, dall’altro un capitalismo selvaggio che invade le città, le strade, i parchi industriali. La rapidità del movimento dell’Asia che cresce è percepibile con chiarezza affacciandosi sulla riva del fiume Huangpu 黄浦江che scorre tra la sponde del Pudong e del Bund. Tra i grattacieli che di giorno brillano riflettendo il sole e la notte si illuminano di luci rapide e scintillanti, passano lentamente ed inesorabilmente decine e decine di navi cargo, silenziose, grigie, cariche. Vanno e vengono, non si fermano mai.

Dopo essere tornato in Italia 意大利ho apprezzato il nostro modo di vivere in una maniera diversa rispetto a prima, gli stereotipi sono caduti tutti, mi sono arricchito della visione di una parte di mondo di cui dovremmo essere consci, per comprendere che non ne siamo più, o non ne saremo più molto a lungo, il centro.

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6 years, 6 months ago Commenti disabilitati su Una finestra sulla Cina 中国